giovedì 7 maggio 2026

Coscienza umana vs coscienza artificiale


La coscienza è riproducibile artificialmente?
L'intelligenza artificiale avrà una coscienza?
Questo ci mette paura perché pensiamo di essere divini in quanto possessori di coscienza e l'essere divini non è una cosa che mi convince perché la coscienza altro non è che una sequenza infinita di faccio/non faccio come qualsiasi cosa nell'universo, o negli universi e segue l'unica regola del movimento/staticità, caldo/freddo, uno/zero un sistema binario di base che è all'origine di tutto.
Sono convinto che ciò che è divino sta dentro di noi ma nel senso che l'abbiamo noi lo abbiamo inventato e per questo dentro di noi risiede.
Anche la trascendenza esiste, ne sono convinto, ma è quello stato mentale in cui si va, o si tenta di andare, dove i normali calcoli che si fanno per vivere o sopravvivere, si accantonano per mettersi in uno stato mentale scevro di calcoli meramente orientati al vivere con meno danni possibile.
C'è chi tra i calcoli per avere meno danni possibile, non comprende l'evitare i danni arrecati ad altre vite, umane, animali o vegetali ne all'ambiente in cui vivono, qui lo chiamo: assassino.
C'è chi, invece, tra i calcoli contempla, come priorità, quello che è positivamente necessario per una buona vita di tutte le vite, a volte anche a scapito della propria, lo chiamo: santo.
Queste sono le rappresentazioni di due coscienze estreme, la prima nel male, la seconda nel bene.
Tra questi due tipi di coscienza c'è la maggior parte di noi, chi più orientato verso il bene chi più verso il male in un'infinita serie di coscienze intermedie.
Prendiamo per buono questo modo di pensare e suddividere le coscienze; questo però vuol dire che molti hanno coscienza buona e altrettanti cattiva quindi la coscienza non solo è riconoscibile ma anche possibile quantificarla e qualificarla.
Per qualificarla bisogna darle un valore, un voto, un numero. Se è possibile darle un valore si può ipotizzare che un giorno, in un futuro anche abbastanza prossimo, un elaboratore elettronico avrà un numero così elevato di dati ed elaborazioni da avvicinarsi al valore di una coscienza umana, perché no?
Fatta 0 la peggiore azione determinata da un elaboratore elettronico o da un umano e fatta 1 la migliore, con tutte le combinazioni possibili, perché non si può considerare questa azione, elaborata da una coscienza in entrambi i casi?
Le azioni compiute da un uomo sono il risultato di un'innumerevole serie di scelte consecutive determinate da un: faccio/non faccio ne più né meno di quel 0/1 sul quale si basa un elaboratore elettronico.
L'uomo, con la sue serie di scelte ha inventato l'elaboratore per farsi aiutare nello scegliere il faccio/non faccio, ora gli elaboratori hanno la capacità autonoma di apprendere come imparare con possibilità crescenti in modo esponenziale. L'uomo ha in più la possibilità di spegnere l'elaboratore ma tra non molto tempo, l'elaboratore avrà la possibilità di spegnere l'uomo (e forse già lo potrebbe fare).
I dati da inserire in un elaboratore artificiale di informazioni sono, per ora, incalcolabili proprio perché sono infinite considerando, soprattutto, la combinazione tra le stesse però la capacità di autoapprendimento degli elettrodomestici cresce in modo esponenziale, più imparano, più imparano ad impare quindi avere una coscienza è solamente una questione di tempo non un limite assoluto. Un giorno un elaboratore produrrà una capacità di agire e pensare talmente vicino alla coscienza di assassino, quella del santo e a tutte quelle intermedie da risultare comparabile e indistinguibile da quella umana.
Tutto è fissità/movimento, caldo/freddo, prima o poi una sequenza 1/0 imiterà la coscienza dell'assassino senza problemi riuscendo a dissimulare questa sua aberrazione senza che ce ne accorgiamo salvo qualche suo errore nel nascondere il suo essere criminale e, speriamo, altrettanto bene, imiterà le scelte del santo tanto da sacrificare parte di sé a beneficio della vita biologica.
La tecnologia attuale ci permette di intervenire sui neuroni per migliorarne le prestazioni o, in alcuni casi, addirittura di supplire a loro mancanze, prendendo in esame il paradosso di Teseo, fino a quali e quanti interventi in tal senso possiamo considerare il cervello "nostro" quindi "nostra" la coscienza?
Paradossalmente, già ora, potremmo aggirare completamente le funzioni del cervello sostituendo tutti i neuroni e le sinapsi in modo artificiale.
In pratica, o siamo qualcosa che esula dalle regole dell'universo, o ci rientriamo pienamente.
Io penso: la seconda che ho scritto.

7 maggio 2026