giovedì 8 giugno 2017

Distrazione

Un'avventura durata due mesi, forse, ha termine e da questa ho appreso molto.
Dalla presentazione di un progetto di Massimo Gerardo Carrese, "Alfabetario dei Luoghi", sono uscite parole sulle quali ho meditato fino a prima che scrivessi quello che segue.



Sono sparso sui vari strati dell'esistere.
Faccio tante cazzate perché, come spesso ripeto, non sempre raggiungo me stesso là dove sto in quel momento: a volte dovrei dedicarmi qualche ulteriore minuto, molti ne perdo per distrazione.
Consapevolezza, la raccomando ma non sempre seguo il sentiero che lì ci conduce, un sentiero tracciato da molti prima di me. Poi, l'indispensabile leggerezza anche da dedicare al vivere, mi fa alzare lo sguardo, e lui è più a destra, più  a sinistra. 
Le parole di un libro o di una fotografia, diventano l'iconografica mano posata sulla fronte del capo pellerossa, e, forse, lo ritrovo, lo torno a seguire.
Ritornandoci, però, tolgo un sasso, chiudo un buco, dopo passerà qualcuno che, seppur distratto, rischierà meno, ma pure questo forse è sbaglio, favorirà la sua distrazione, forse.
Domani alzerò lo sguardo senza distrarmi.
Domani.



mercoledì 24 maggio 2017

PUF!




Palline a gettoni.
Due manine, e un nasino, schiacciate su un vetro. E’ il vetro di una scatola colma di palline alle quali si può accedere inserendo un gettone. Trak! Trak! Ed ecco l’agognato oggettino.
Quelle due manine erano le mie da piccolo; è una situazione della quale non ho ricordi ma la immagino. Dopo un po’ quelle manine diventarono quelle di Marco e Franco; raramente ho effettuato quel trak trak (tranne che con una serie di palline matte) ma io e Silvana avevamo i caricatori dei baci e degli abbracci sufficientemente riforniti quindi li riversavamo sui ragazzi senza limite.
Quelle palline non servivano a nulla, non fornivano oggetti utili e, quand’anche l’utilità la si trovava, era decisamente effimera, infatti, quegli oggetti, finivano nel dimenticatoio nel momento stesso in cui si spogliavano per la doccia.
Quante macchinette a gettoni per palline, che a poco servono, abbiamo?
Sono troppi questi migranti, “non possiamo accoglierli tutti” però facciamo trak trak in continuazione. Ogni giorno ad ogni ora, coloro che qui vivono come appartenenti alla seconda generazione di migranti lo sanno e anche loro fanno trak trak ma, come sappiamo, le contraddizioni producono sofferenza e, costoro, vivono questa contraddizione in modo forte e violento quando, guardando la TV, vedono compaesani sbarcare da gommoni e quando, ascoltando la ggente, sentono che qual trak trak è più necessario dell’aiutare chi sbarca.
Avevo queste parole in mente da quando è scoppiato un bimbo a Manchester, vittima di quello di cui necessitiamo per fare trak trak, e scoppiando ha fatto saltare altri bimbi i quali genitori li hanno mandati con un trak trak ad un concerto dal valore effimero tal quale a palline a gettoni.
Aspettavo a mettere nero su bianco queste parole perché, nel frattempo, Trump era a dir stronzate nei Paesi arabi, ed ero in attesa di cosa si sarebbero detti lui e il Papa.
E’ andato a dire agli Arabi che bisogna fermare il terrorismo, (per inciso, pare che proprio quegli Arabi siano i principali finanziatori dell’ISIS in quanto arma utile contro altri arabi, ma non uguali a loro,) e per fermare il terrorismo gli ha venduto armi con una prima trance da un miliardo e mezzo di dollari.
Almeno dal Papa mi aspettavo un bel cazziatone a questo Donald. Macchè! Addirittura si è fatto prendere per il culo. Già, perché ricevere da Trump, come dono, alcuni libri scritti da Martin Luther King, per me, è proprio una vera presa per il culo.
Le bombe non ce le ha date un Dio cattolico, come non ce le ha date l’islamico  Allah ne, tantomeno, ce le hanno date i Sithkiniani  Annunaki, quelle armi ce le costruiamo da noi e, come massima manifestazione di masochismo le forniamo anche a chi, vivendo nei deserti, le fabbriche delle armi nemmeno le ha, o meglio, quelle poche, gliele bombardiamo per fidelizzare i clienti già acquisiti.
Vittorio Arrigoni diceva “Restiamo umani” e anch’io ho per un po’ adottato questo motto, ero sicuro del suo amore per adottare questa sua frase, ma ora sono più d’accordo con Bergonzoni e il suo “Diventiamo Sovrumani”.
Arriveranno nipoti e, quando metteranno le manine sulle scatole trasparenti colme di palline, farò trak trak perché anche gli omini che fabbricano le palline e quelli che ricaricano le macchinette hanno figli.
Però, guagliù, Diventiamo Sovrumani!



Ci sono parole
con le quali i giorni
mi prendono a morsi.

Puf!

Goccia di sangue
cade nella polvere
ma non dalle orecchie cade.


Puf!
Goccia di sangue
ancora cade nella polvere
del non fare.


Puf!
La polvere silenzia
quantità enormi 

di gocce di sangue.

Puf!
Quando
quelle gocce 
cadono in 
quella polvere
tolgono l'umano dall'umano.
L'importante, però, 
è non sentirle…
                                  …Puf!