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mercoledì 29 ottobre 2014
Il Bicicletterario
Lo scopo de IL BICICLETTERARIO è sensibilizzare quante più persone possibile alla mobilità sostenibile e in particolare all’uso quotidiano della bicicletta, attraverso l’espressione letteraria.
Con le PAROLE IN BICICLETTA vuole premiare bambini, ragazzi e adulti (siano essi scrittori acclamati o poeti e narratori in erba) che abbiano qualcosa da raccontare in proposito.
Visualizza e scarica il bando completo qui:
bando premio Bicicletterario 2015
oppure entra nella pagina Facebook de IL BICICLETTERARIO e scarica il bando.
Si raccomanda di leggere bene il regolamento prima dell’invio della propria opera (una sola, per una sola sezione) che dovrà avvenire comunque non oltre il 31 dicembre 2014.
La giuria che selezionerà le opere più meritevoli è prestigiosa e qualificata, di composizione eterogenea, per assicurare la maggiore obiettività possibile nella valutazione. Ve la presentiamo:
Domenico Adriano, poeta; Alfonso Artone, scrittore; Daniela Caruso, Co.S.Mo.S.; Patrizia Cervone, Amici del Libro Minturno; Laura Frezza, Co.S.Mo.S.; Giuseppe Gibilisco, atleta; Elena Lepone, Co.S.Mo.S.; Silverio Novelli, linguista; Flavia Rubino, blogger; Guido Rubino, scrittore di biciclette; Vincenzo Sparagna, direttore di “Frigidaire”; Rossella Tempesta, poeta.
Sono membri onorari gli artisti Rosaria Cefalo, illustratrice, e Makkox, uno dei maggiori fumettisti e vignettisti italiani, i quali hanno offerto le rispettive tavole autografate, che arricchiscono i premi in palio, pensati tutti per chi ama pedalare e per chi ama leggere.
Lasciatevi ispirare dai ricordi, magari della prima volta in bici, oppure immaginate un mondo in cui tutti vadano in bicicletta, in un futuro prossimo, magnifico, di completa fantasia. Oppure ancora dipingete in versi le vostre sensazioni a pedali.
Vi aspettiamo, pedalando e scrivendo: ci incontreremo presto.
lunedì 20 ottobre 2014
"VISIONI CORTE" deve restare a Minturno
Clicca sull'immagine per accedere all'elenco dei vincitori
“Visioni Corte” è una manifestazione giovane quindi non ha
ancora attecchito nell’attenzione dei minturnesi; comprendo che qui si vive
nell’immobilismo totale e quando qualcosa si muove non ci si crede, bisogna
sapere, però, che chi si propone di partecipare a questa kermesse, rinuncia a piazze prestigiose per
portare la propria opera a Minturno e non per puro caso.
400 corti giunti da tutto il mondo, anche da dove non è
semplice inviarli, figuriamoci girarli.
50 li ho visti nell’arco dei cinque giorni di proiezioni
serali.
Alcuni con temi così toccanti da scuotere in modo incontrollabile
la sensibilità di alcune persone.
“Serena” propone un tema che sta coinvolgendo sempre più famiglie, la violenza sulla donna: ben fatto e con una recitazione
perfetta, anche da parte dell’attore che interpreta il personaggio più
violento, alla fine della visione, così come piangi la violenza su Serena, odi
lui e la sua gratuita voglia di possedere i corpi e le menti, della vittima e
di coloro che con lui fanno branco.
“I am Sami” termina con il breve discorso di un bimbo, Sami appunto, un po’
come fece Chaplin ne ”Il grande dittatore”, un discorso che Sami registra su un
dvd per un “american soldier” che mi fa sentire una merda per il solo fatto di
essere un adulto.
“Shades of gray” un meraviglioso disegno/cartone animato,
magistralmente realizzato, che ci
illustra una storia in bianco e nero ambientata a San Pietroburgo dove
due bimbi si trovano alla stazione e dove, dopo vent’anni, si incontrano nuovamente; amo e
seguo il fumetto e l’animazione da sempre e un lavoro così bello non l’ho mai visto
e, credo, difficilmente avrò ancora l’opportunità di vederlo.
Otto diverse categorie vinte da altrettanti video, solo perché qualcuno deve vincere, tutti gli altri, a mio parere, secondi ex aequo
Non posso parlare di tutti i film che ho visto sarebbe necessario
scrivere un libro: posso però sperare che questa manifestazione raccolga una
seria attenzione da parte dell’amministrazione comunale di Minturno? Scongiurando, così, la possibilità che gli
organizzatori portino altrove un format che sta acquisendo rilevanza
internazionale nonostante i soli tre anni di esistenza?
Minturno è il paese che ho eletto per porvi le radici e
sapere che vi sono persone come Giuseppe e Gisella mi da un po’ di speranza per
un futuro costruttivo, ma non li si può lasciare soli in un’avventura che ha
tutti i presupposti per crescere molto, sia per il bene degli appassionati di
cinema che per tutti i minturnesi ma molto dispendiosa, anche economicamente.
Cari Giuseppe e Gisella, resistete e, per quello che posso,
sarò a disposizione per la prossima edizione ma non portate via “Visioni Corte”.
Stiamo costituendo un nuovo gruppo interassociativo, "TerrAnima", a Minturno e durante l'incontro di sabato 18 ottobre 2014, io, Silvana e Italo Di Nora, solidali a Giuseppe e Gisella, abbiamo esposto lo striscione qui sotto e le motivazioni che ci hanno spinto a realizzarlo.
Massimo Penitenti - 20 ottobre 2014
venerdì 10 ottobre 2014
DISUMANIZZARE
Mettere un uomo su una croce o impalarlo ha uno scopo
preciso: lo si rende simile alla preda da eviscerare e scuoiare.
Mettere un uomo in un campo di lavoro o in un campo di concentramento ha uno scopo preciso: lo si rende simile alla bestia da traino o a quello da allevare per nutrirci.
Mettere un uomo in un campo di lavoro o in un campo di concentramento ha uno scopo preciso: lo si rende simile alla bestia da traino o a quello da allevare per nutrirci.
Mettere un numero sul braccio di un essere umano ha uno
scopo preciso: lo si rende simile alle pecore delle quelli si vuole attestare
la proprietà.
Togliere i libri o gli strumenti di vera cultura ai piccoli
d’uomo ha uno scopo ben preciso: li si rende simili a scimmie capaci solamente
di mangiare e procreare.
Disumanizzare: questa è la prima cosa da fare quando si
vuole il controllo totale di chi si vuole sottomettere.
Quando un ragazzo di
ventiquattro anni infila il tubo di un compressore d’aria nell’ano di un
quattordicenne e chi ne scrive la cronaca adduce a scusa il fatto che il minore fosse
grasso ha uno scopo preciso: disumanizzare entrambi.
Così tutti possiamo scrollarci di dosso responsabilità
fastidiose buttandole addosso a chi non ha sorvegliato i propri figli mentre la
responsabilità è di chi ha votato persone intellettivamente deficienti che,
invece di andare a prendere i giovani per portarli nelle scuole, va nelle
scuole e toglie gli strumenti necessari a fare in modo che quegli stessi giovani ci vadano
volentieri.
Perché un giovane dovrebbe andare in una scuola gestita da
quegli adulti che a fine d’anno li giudicherà mentre quegli stessi adulti
perdono ogni autorevolezza mettendoli in aule a dir poco vomitevoli e insicure?
Perché un giovane dovrebbe istruirsi per capire il mondo
quando gli adulti che dovrebbero aiutarli li imbottiscono di calcio,
competizione e svaghi obnubilanti?
Oggi solidarizziamo con il quattordicenne che vive in un
contesto stracolmo di ignoranza senza minimamente pensare che il ventiquattrenne,
dieci anni fa, viveva in una condizione uguale, se non peggiore che,
immancabilmente, l’ha portato al gesto per il quali siamo tutti pronti a
condannarlo.
Oggi solidarizziamo con un quattordicenne vittima dell’ignoranza
ma tutti saremo pronti a condannarlo quando, fra dieci anni, infilerà il tubo
di un compressore nell’ano di un quattordicenne.
Un quattordicenne vittima di un mondo che non sa curarsi di lui.
Un ventiquattrenne vittima di un mondo che non ha saputo curarsi di lui.
Fortunatamente ci sono bimbi che, a noi adulti, ci
combattono… senza odiarci, e si prendono uno dei Nobel per la Pace più
meritati.
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