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domenica 24 giugno 2018

Sono contento

Lo so, l'immagine qui di fianco è inquietante ma serve a far capire quale sarà il prossimo delirio di colui che, purtroppo, è un ministro italiano che invece di svolgere la sua mansione, continua la sua costante collezione di feibukiani like. Si care compagne terrestri, questa sarà una delle sue prossime esternazioni, l'indicazione per dimostrare il vostro amore per la Patria. Fare figli e partecipare a corsi su come meglio servire il Paese e di come bisogna essere sottomesse ai mariti. Si otterrà così una serie di ottimi risultati tra i quali il dimezzamento delle delle lamentele e della disoccupazione nonché la tutela di una razza italica che è ora di avviare seriamente.
Ma, ora dico cosa sta cominciando vicino a dove vivo.
Sta cominciando tutto il contrario, in quanto è diventata sindaco una compagna di lotte. Per la verità io ho appoggiato la campagna elettorale di un suo avversario politico perché più lo sentivo vicino al mio pensiero partitico, in quanto, il gruppo di compagni che lo ha appoggiato fa parte del mio stesso partito, ma che abbia vinto Paola Villa mi fa immenso piacere.
Ora spero che riesca a conservare e rinforzare il ruolo di lottatrice che fino ad oggi ha mostrato di avere, può diventare, soprattutto nel basso Lazio, terra prevalentemente di destra per i noti trascorsi storici, l'antitesi dei salviniani desideri.
Paola, da questo post parte il mio auspicio che il candidato che io ho appoggiato, il giovane Claudio Marciano, ti accompagni, magari con una costruttiva opposizione, ma anche che tu riesca a soddisfare la mia contentezza per la tua vittoria partendo dalle lotte con le quali abbiamo ottenuto, parziali ma importanti buoni risultati.
Acqua pubblica, tutela dell'ambiente e del nostro amato Golfo e Matriottismo. Si, matriottismo in opposizione alle modalità che Salvini e tutti i fascisti vorrebbero. Nessuna Donna genererebbe figli per farli diventare carne da cannone, nessuna Donna chiuderebbe i bambini in gabbia, le Donne con la D maiuscola non fanno queste cose; è vero esistono anche le donne con la d minuscola come minuscoli sono tanti uomini ma, per fortuna le Donne sono di più e ho l'onore di esserne circondato.
Può sembrare un post incensante ma tu sai come la penso e lo sanno le persone, Donne e Uomini, che mi conoscono, degli altri non occupiamoci che c'è tanto da fare.

mercoledì 20 giugno 2018

Vallaurea Piccola


Alessandro Parente,
durante il concerto commemorativo che solitamente si tiene nella bella Vallaurea Piccola di Coreno, ci racconta storie a lui trasmesse dagli anziani del paese. Storie riguardanti lo sfondamento, da parte degli alleati, dellaLinea Gustav.
Mesi e mesi di battaglie fra soldati attestati su due monti vicini: i tedeschi da una parte difendevano la linea difensiva che dal Garigliano arrivava fino ad Ortona; dall’altra gli alleati che cercavano di raggiungere Roma.
Morti a migliaia, da entrambi i lati, le cui vicende non sono molto note in quanto il successivo sfondamento da parte degli alleati, ha dato una svolta determinante allo svolgersi della guerra che da quei momenti in poi ha riempito le cronache ed i libri di storia.
Ho assistito all’evento proposto dal Maestro Parente e dai suoi ragazzi, in più occasioni e ho avuto modo di ascoltare i suoi racconti con sempre viva commozione e i segni che lascia in me ogni volta, diventato vivi, quasi tangibili.
Ad un certo punto mette particolare enfasi su un fatto che già di suo è molto evocativo: dopo che in un video sua madre racconta della meraviglia che colse i corenesi a vedere i proiettili di cannone sorvolare il paese, tanto da farli correre nei punti più alti per vederli meglio, racconta anche di come, per sfuggire ai rastrellamenti e alle bombe, debbano raggiungere i medesimi punti alti per salvarsi. Raccolgono quanto riescono a portarsi dietro e lasciano le proprie case.
Raccolgono quanto riescono a portarsi dietro e lasciano le proprie case.
Perché questo fatto non lo si prende così come è, ora, quando a compiere questi gesti sono altri e noi siamo il punto in alto dove rifugiarsi?
Grazie al Maestro Parente e ai suoi ragazzi che con i loro organetti riescono a rendere un po’ più sopportabili le lacrime che questi racconti, dopo tanto tempo, fanno ancora scorrere sulle guance delle persone buone.



martedì 19 giugno 2018

Ho sbagliato


Sono cresciuto a Gravellona Toce, la cittadina più vicina nella direzione del passo del Sempione è Ornavasso, primo paese della Val d’Ossola.
Nel 1944, in questa bellissima valle, nacque la Repubblica dell’Ossola che, prima della riconquista da parte dei fascisti, produsse un periodo di libertà durato 40 giorni e molte delle cose fatte in quei giorni furono di ispirazione per i Padri Costituzionalisti. Sono cresciuto, quindi, in una zona prevalentemente antifascista, in un’epoca di sviluppo industriale che ha attratto italiani da ogni dove, sia dal Polesine dopo l’alluvione del 1951 che dal meridione.
Essendo nato nel 1962, quando iniziai ad andare a scuola cominciai a frequentare l’Italia. Io stesso, con la mia famiglia, provenivo da Bolzano e per tutte le elementari, suddivise in quattro sezioni, le classi erano composte più da forestieri che da autoctoni nonostante fosse l’epoca dei cartelli con scritto: 


Le ultime visite fatte in quei posti mi hanno fatto notare qualcosa confermato dai viaggi virtuali che faccio con internet: una forte avversione per lo straniero.
Miei ex compagni di scuola che dimenticano la dimensione umana di chi migra nascondendosi dietro a paradossali “però noi…”.
Diventando grande le mie idee sono sempre state di sinistra, non solo, addirittura di estrema sinistra con sguardi utopistici orientati verso un’auspicabile anarchia.
Da alcuni anni faccio parte di comitati e associazioni che si spendono per la salvaguardia dell’ambiente e per la diffusione di buone pratiche e di tutela del Bene Comune; questo mi ha portato ad essere spesso in contrasto con la parte più centrista della sinistra.
A cosa mi ha portato questo? Ad ottenere parziali buoni risultati laddove  si esagerava nel violentare l’ambiente e l’uomo.
Ma, c’è un grosso ma; ma grosso grosso.
Il mio lottare per la diffusione di pensieri e pratiche il più di sinistra possibile ha comportato un lavoro dove è necessario leggere, studiare e informarsi il più possibile per avere il maggior numero di strumenti così da generare il modo che la maggior parte di persone possa accedere ad informazioni che contrastino la propaganda utile agli affaristi che tutto hanno in animo tranne che il benessere diffuso, in favore di un benavere per pochi.
Ok! In tanti abbiamo fatto questo, io stesso ho conosciuto migliaia di persone in vari ambiti che fanno ciò. Questo modo di fare, però, ha frazionato la sinistra in tantissime piccole parti quanti sono gli argomenti da trattare, evidenziando in me il ma di cui sopra e cioè, chi sta a destra, sfruttando l’ignoranza anziché la diffusione della cultura, ha vinto facilmente perché tra il lavorare per diffondere informazioni e la voglia di acquisirle e il lavorare per non far sapere nulla facilitando la voglia di fregarsene, non c’è partita.
E’ così facile da comprendere che mi sento quasi scemo.
Io studio e organizzo incontri per far sapere cosa bisogna conoscere sperando che in chi partecipa nasca la stessa voglia di impegnarsi mentre Salvini dice stupidaggini ad ogni piè sospinto diffondendo l’idea che è inutile studiare, o semplicemente leggere, per sapere le cose tanto ci pensa lui.
Io studio per diffondere dati riscontrabili, lui riporta dati falsi contando sul fatto che le persone non leggono nemmeno il titolo di un articolo.
Io dico a qualcuno che può andare in un dato luogo perché, pur essendoci una trappola, è stata disattivata,  e lo tranquillizzo fornendo la fonte dell’informazione e il modo per raggiungerla.
Salvini dice di non andarci perché c’è una trappola e fornisce la medesima fonte tanto sa che chi è disposto ad ascoltarlo, non legge i dati forniti dalla fonte.
Quindi, entrambi diciamo la verità solo che io conto sul desiderio di consapevolezza del mio interlocutore mentre lui conta sulla sua, ormai notissima, mancanza di voglia di leggere.
Dove è il mio più grosso sbaglio?
Sta nell’aver contrastato chi operava in mezzo a queste due metodologie che, nell’ultima epoca, è stato rappresentato da Renzi.
Risultato?
Ha vinto Salvini e, se con Renzi era difficile far passare il mio pensiero tra i miei concittadini ora, con Salvini, sarà impossibile, per molto tempo.
In pratica, mi fermo con l’auto, anche in assenza di strisce pedonali, per far passare i pedoni tanto, essendo motorizzato,  posso recuperare facilmente i secondi persi pur sapendo che oltre la metà di costoro, una volta in auto, col cazzo che si ferma in presenza di pedoni che vogliono attraversare la strada.
Evidentemente sono matto, ma prima o poi, quelli che si fermano, saranno di più, lo so, nonostante tutti i Salvini; se non fosse così, staremmo ancora a fregar sassi per accender fuochi, o no?


lunedì 11 giugno 2018

Salvini, aiutaci!


Siccome spesso le persone che si vedono derubate dei propri beni, ricorrono alle assicurazioni per avere i risarcimenti, penso che potremmo pagare meno i premi assicurativi se bloccassimo i denuncianti prima che entrino nelle caserme dei Carabinieri. 
Visto che le tariffe vengono determinate anche da accordi europei, l'Europa non ci deve lasciare soli in questa situazione.
Se qualcuno non è d'accordo rimborsasse lui i derubati soprattutto se sono derubati economici e non persone che si vedono privati di pasta e pane.
Salvini è bravissimo in queste cose ed è il Ministro degli Interni, quindi chiedo a lui di aiutarci a formare barriere nei pressi delle caserme per evitare di facilitare i ladri perché se uno viene rimborsato, riacquista quello che gli è stato rubato aiutando così i malviventi.

sabato 9 giugno 2018

Luis Enrique



Che vogliamo fare, andare a vedere anche due o tre generazioni precedenti per poter permettere a qualcuno di dire di essere italiano?
Purtroppo, anche in Italia, su questo argomento stiamo proprio indietro, io stesso, quando affermo di essere meridionale, mi vien detto: Si, si, vabbè!
Sono nato a Bolzano, fino ai quindici anni ho vissuto a Gravellona Toce e da 41, dico quarantuno, vivo a cavallo del Garigliano, confine geografico, GEOGRAFICO cazzarola, geografico, per definire l'inizio del meridione d'Italia e questo, nella realtà che descrive una perona, non è nulla, nulla, è una differenza che può servire a migliorare la gestione dei territori suddividendoli in porzioni più facilmente controllabili, ne più ne meno di come si dividono le cose in casa tra le varie scansie e mobili, niente più di come è importante dividere i chiodi di garofano da quelli da carpentiere quando entrambi sono ugualmente utili?
Io sono meridionale perché vivo nel sud d'Italia: vivo a nord del CONFINE, lavoro a sud del CONFINE.
Cazzo! Mi dite dov'è la differenza?
So scrivere in napoletano meglio di molti napoletani, perché quando ho dubbi consulto testi  o video che mi aiutino a capire come qualcosa si possa scrivere e perché, pur avendo una cadenza con evidenti fonetismi provenienti dal nord, perché amo la Lingua napoletana così come amo tutti i dialetti italiani.
Il mio maestro, Enzo Carro, 
Enzo Carro
produce anche brevi lezioni su youtube. (clicca qui per accedere)


Al nord sono un terrone, e mi sta bene; al sud sono un polentone, e mi sta bene; ma è proprio necessario far notare o esibire queste differenze; dove sarei migliore se considerato terrone dai terroni o polentone dai polentoni?
Perché ti vien da fare questi ragionamenti proprio ora? Verrà da domandare.
Perché notizie che raccontano ciò che è successo a Luis Enrique mi fanno venire il mal di stomaco, e peggio sto quando ne sento raccontate su chi non è considerato appartenete ad una determinata nazione. Si perché pur essendo Luis Enrique un italiano, ha dovuto subire ciò che subisce normalmente chi non è europeo e proviene da posti poco comodi  (uno statunitense, anche se malvivente, non subisce le stesse ingiustizie), perché?
Perché più scuro di carnagione (Calabresi e sardi state attenti se avete il naso un po' più schiacciato), quindi la Carta d'Identità non è stata sufficiente. Ma porca bubbazza,  'o vero facite? Anzi,'o vero facimm?
Non siamo nati in un determinato posto perché scritto nel dna o perché chi è nato prima di noi in quel posto era migliore di altri ma solo perché nessuno è morto prima di generare la possibilità di metterci al mondo, in pratica, per puro culo.
Qui potete leggere cosa gli è successo 


mercoledì 24 maggio 2017

PUF!




Palline a gettoni.
Due manine, e un nasino, schiacciate su un vetro. E’ il vetro di una scatola colma di palline alle quali si può accedere inserendo un gettone. Trak! Trak! Ed ecco l’agognato oggettino.
Quelle due manine erano le mie da piccolo; è una situazione della quale non ho ricordi ma la immagino. Dopo un po’ quelle manine diventarono quelle di Marco e Franco; raramente ho effettuato quel trak trak (tranne che con una serie di palline matte) ma io e Silvana avevamo i caricatori dei baci e degli abbracci sufficientemente riforniti quindi li riversavamo sui ragazzi senza limite.
Quelle palline non servivano a nulla, non fornivano oggetti utili e, quand’anche l’utilità la si trovava, era decisamente effimera, infatti, quegli oggetti, finivano nel dimenticatoio nel momento stesso in cui si spogliavano per la doccia.
Quante macchinette a gettoni per palline, che a poco servono, abbiamo?
Sono troppi questi migranti, “non possiamo accoglierli tutti” però facciamo trak trak in continuazione. Ogni giorno ad ogni ora, coloro che qui vivono come appartenenti alla seconda generazione di migranti lo sanno e anche loro fanno trak trak ma, come sappiamo, le contraddizioni producono sofferenza e, costoro, vivono questa contraddizione in modo forte e violento quando, guardando la TV, vedono compaesani sbarcare da gommoni e quando, ascoltando la ggente, sentono che qual trak trak è più necessario dell’aiutare chi sbarca.
Avevo queste parole in mente da quando è scoppiato un bimbo a Manchester, vittima di quello di cui necessitiamo per fare trak trak, e scoppiando ha fatto saltare altri bimbi i quali genitori li hanno mandati con un trak trak ad un concerto dal valore effimero tal quale a palline a gettoni.
Aspettavo a mettere nero su bianco queste parole perché, nel frattempo, Trump era a dir stronzate nei Paesi arabi, ed ero in attesa di cosa si sarebbero detti lui e il Papa.
E’ andato a dire agli Arabi che bisogna fermare il terrorismo, (per inciso, pare che proprio quegli Arabi siano i principali finanziatori dell’ISIS in quanto arma utile contro altri arabi, ma non uguali a loro,) e per fermare il terrorismo gli ha venduto armi con una prima trance da un miliardo e mezzo di dollari.
Almeno dal Papa mi aspettavo un bel cazziatone a questo Donald. Macchè! Addirittura si è fatto prendere per il culo. Già, perché ricevere da Trump, come dono, alcuni libri scritti da Martin Luther King, per me, è proprio una vera presa per il culo.
Le bombe non ce le ha date un Dio cattolico, come non ce le ha date l’islamico  Allah ne, tantomeno, ce le hanno date i Sithkiniani  Annunaki, quelle armi ce le costruiamo da noi e, come massima manifestazione di masochismo le forniamo anche a chi, vivendo nei deserti, le fabbriche delle armi nemmeno le ha, o meglio, quelle poche, gliele bombardiamo per fidelizzare i clienti già acquisiti.
Vittorio Arrigoni diceva “Restiamo umani” e anch’io ho per un po’ adottato questo motto, ero sicuro del suo amore per adottare questa sua frase, ma ora sono più d’accordo con Bergonzoni e il suo “Diventiamo Sovrumani”.
Arriveranno nipoti e, quando metteranno le manine sulle scatole trasparenti colme di palline, farò trak trak perché anche gli omini che fabbricano le palline e quelli che ricaricano le macchinette hanno figli.
Però, guagliù, Diventiamo Sovrumani!



Ci sono parole
con le quali i giorni
mi prendono a morsi.

Puf!

Goccia di sangue
cade nella polvere
ma non dalle orecchie cade.


Puf!
Goccia di sangue
ancora cade nella polvere
del non fare.


Puf!
La polvere silenzia
quantità enormi 

di gocce di sangue.

Puf!
Quando
quelle gocce 
cadono in 
quella polvere
tolgono l'umano dall'umano.
L'importante, però, 
è non sentirle…
                                  …Puf!

domenica 13 settembre 2015

FANTASIA


                                                                 12 settembre 2015: ieri sera sono stato ad un suo incontro                                                                        interattivo,veramente coinvolgente e partecipato.

Tanti sono i mondi in questo mondo e per ciascuno di questi mondi vi sono persone con varie specializzazioni e persone che hanno specializzazioni in più di questi mondi.
Poche sono le persone che vivono delle specializzazioni che più amano o che emergano  particolarmente proprio nel mondo che amano, ancora meno, pur passando eoni, si rievocano usando una specifica parola di quel mondo.
Se nominiamo la parola "sale" parlando di nonviolenza, la mente va direttamente su Gandhi e su ciò che questo grande uomo ha fatto; se esprimiamo la frase "Io ho un sogno" non possiamo che andare con il pensiero su Martin Luther King.
Poche persone hanno inventato parole specifiche di questa o di quella disciplina.
Tante sono quelle che hanno ideato insiemi di parole unici con romanzi, poesie, canzoni o saggi.
Tante sono quelle che, specializzandosi in una o più delle capacità della mente, vivono entrando in quello specifico mondo tanto da crearsi un reddito, a volte, anche considerevole.
Però, una sola ne conosco che ha creato un mondo nuovo e addirittura vive facendo entrare altri nel suo e non lo fa entrando in uno dei mondi già esistenti: Massimo Gerardo Carrese.
Questa amabile persona ha inventato un mondo, o meglio, ha inventato un modo per far comprendere che un particolare mondo esiste ma la maggior parte di noi, pur sapendolo, non lo immagina sufficientemente approcciabile, o, addirittura, non pensa a quel mondo; lo accetta e apprezza quando qualcuno si manifesta con una delle espressioni di questo mondo anche ridendo a crepapelle o piangendo disperato ma non lo vede come uno dei mondi facilmente raggiungibili di questo mondo.
La Fantasia.
Il mondo che Massimo ci mostra è proprio quello della Fantasia.
Uno degli esempi più immediati per dimostrarci che sappiamo che esiste ma che non siamo educati ad usarla è quando ci dice che una casa è un gelato.
Non che una casa può avere la forma di un gelato, ma che una casa può essere dimostrabilmente un gelato.

Con le due A capovolte della parola CASA disegna un cono, con la C la parte intera del gelato e con la S la parte di gelato che già ha ricevuto un morso.
Dopo aver visto esposto questo esempio viene facile pensare: Vabbè! che ci vuole.
Però, avendo assistito  a più  sue performance interattive dove chiedeva cosa fosse, per ciascun astante una casa, tutti hanno legittimamente espresso delle immagini: un camino o una tavola; il mangiare o il dormire; qualcosa di conosciuto o di alieno, dimostrando, così, che la sua affermazione di una netta differenza tra immaginazione e fantasia, esiste, eccome!
Sono convinto che chiunque assista ad una delle sue serate interattive, non se ne va dicendo semplicemente: bello! ma se ne va con il cranio aperto per, finalmente, dare nuove possibilità al proprio cervello.
E per dirla come Massimo fa nei suoi SpuntiSunti:
che per questo che ho capito che vanno a vedere che lui fa, che vanno da lui proprio per questo, per capire che proprio per quello che lui dice che io ho capito che lui, per vivere, non è  che entra nel mondo degli altri facendo che proprio bene una cosa, ma che fa entrare gli altri nel suo mondo che lui vende le sue cose fatte e scritte per vivere. E che le persone che lo sentono parlare comprano le sue cose perché  capiscono che gli sta spiegando che esiste che c'è un altro mondo e che lui ce le fa entrare e che dicono: questo è  un nuovo mondo e che per questo comprano i suoi librini così lui ci vive e fa altri librini.
È così che gli altri entrano nel suo mondo e non che è il contrario e che è  così che il suo mondo che diventa anche il nostro mondo.
Massimo Penitenti

sabato 29 agosto 2015

Pet-coke e altre amenità



Cliccando sulla foto si accede ad un articolo di "h24notizie.com", testata giornalistica in prima linea da tempo per quanto riguarda le denunce fatte all Intergroup e a Nicola Di Sarno.
La foto ritrae autocarri non omolgati al trasporto di pet-coke provenienti da Gaeta pronti alla pesa e al successivo scarico nel deposito di Sessa Aurunca.
Sono letteralmente disgustato.
Se avessero avuto la possibilità di tenere aperto il deposito di Sessa la Intergroup, o la Interport o Di Sarno o chi per tutto ciò, lo avrebbero fatto sin dal primo momento, invece, è rimasto sotto sequestro per ben 8 mesi, fino a che, il TAR non ha concesso una sospensiva. Se fosse stato in possesso di tutte le autorizzazioni, avrebbe rinunciato allo scarico di una dozzina di navi colme di pet-coke? Non credo proprio, però qualcuno gli ha concesso di aprire il deposito per un ulteriore scarico con prescrizioni assurde e contraddittorie dopo che per i mesi di chiusura ha comunque venduto tutto il materiale giacente non certo per bonificare l'area, come si dava ad intendere, visto che l'ha nuovamente colmata di cacca petrolifera. Però se qualcuno da quelle parti ha costruito un pollaio "abusivo" si è visto arrivare i tecnici del comune, quegli stessi tecnici che hanno ordinato l'abbattimento di tutti i manufatti all'interno del deposito: bisogna tenere conto che quei manufatti sono tutto ciò che esiste in quell'area che ha una parvenza di presidio contenitivo per evitare dispersioni di polveri e percolati e devono essere abbattuti per poter continuare ad essere usata, come da prescrizioni TAR.
Boh! Io sono ignorante e tanto scemo da non capire un cazzo, ma l'unica parvenza di regolarità sta proprio in quei presidi, eppure per continuare ad essere usata, quell'area, come deposito, devono essere abbattuti come da intimazione comunale.
Costoro stanno collezionando denunce su denunce ma nulla fanno per dimostrare un minimo di rispetto per ciò che è di tutti nonostante Nicola Di Sarno in persona vantava una sua vena ecologista e vegetariananonché un'iscrizione, o una vicinanza, al WW proprio durante un tavolo dove tutti i tipi di autorità si sono riunite per fare il punto sulla situazione pet-coke che coinvolge ben quattro comuni con le relative due province e due regioni: Gaeta, Formia, Minturno in provincia di Latina quindi nel Lazio e Sessa Aurunca in provincia di Caserta, quindi, in Campania.
Quando si porrà fine a questa innumerevole serie di offese all'ambiente, almeno con un rispetto delle regole che parta da ora?
Boh! Come dicevo qui sopra, io sono scemo quindi anche le pretese sono quelle di un ebete, abbiate pazienza.

lunedì 1 giugno 2015

MIMESI



Ci son cose così tanto storte, ma così tanto storte, che viene da vomitare sapendo che a decidere come debbano andare son persone votate da altre persone, non come delegati da una comunità per decidere come debbano andare, ma come proprietari pro-tempore di quel bene comune; che si tratti di strade, acqua o salute, non fa differenza.
Ci son persone che, notate quelle storture, si organizzano per far comprendere a chi è delegato che deve farle funzionare bene; che si tratti di un depuratore, della gestione dell’acqua o della spazzatura o della salubrità dell’aria o del mare. Dipende solamente dal desiderio di alcuni, che queste cose siano gestite come appartenenti all’intero pianeta e non al singolo consiglio d’amministrazione, che sia comunale o aziendale non importa.
Queste persone, riunite in comitati spontanei, comprendono che gestire l’acqua come se fosse di proprietà dell’azienda che dovrebbe solamente distribuirla, non è giusto e che, se qualcuno non paga la bolletta, l’intera comunità se ne deve fare carico, ovviamente se costui non utilizza l'acqua come gli viene insegnato con l’esempio di chi la gestisce, ma semplicemente perché non guadagna a sufficienza o perché, incaricato dalla famiglia, i denari da utilizzare all’uopo, invece, li usa per vizi o malanni.
Queste persone si incazzano perché vedono il bel mare striato di merde cangianti e quelli che dovrebbero gestire i depuratori son gli stessi che hanno fornito un “posto” all’amministratore comunale di turno, per donarci un romantico volo di gabbiani che un tempo presagiva l’arrivo dei pescatori mentre oggi annuncia vasche di sollevamento e mezzi della nettezza urbana.
Queste stesse persone, (perché a ben vedere son sempre le stesse) piangono a veder trasportate sostanze tossiche come se si trattasse di zucchero (anzi no, lo zucchero necessita di particolari sistemi per essere trasportato), perché l’amministratore di turno ha legiferato per farle diventare combustibile, quindi: vengono disperse quando le scaricano dalle navi (“non vi preoccupate, già stiamo imponendo alcune prescrizioni” ma se non facevano casino quelle persone, col cavolo che partivano quelle prescrizioni); vengono trasportate attraverso quattro comuni sulle strade dei quali si depositano, frantumano, emulsionano finendo per rendere cangiante l’acqua di cui sopra; dulcis in fundo, vengono ammonticchiate a cielo aperto cosicché il ponentino del primo pomeriggio possa lietamente disperderle sul case terreni e, come se fosse poco, dentro fiori animali e persone.
Occhei! Facciamo una manifestazione. Non è giusto che “nessunofaccianiente”  “chenessunodicaniente” “chenessunovedaniente”, invitiamo: l’assessore, il sindaco, il partito, il consigliere, il giornalista, la massaia, la categoria, il sindacato, il prete, l’associazione, il ministro e gli diciamo: - Così non va!
L’assessore non viene, non c’è pericolo che venga il sindaco, il partito e il giornalista vengono ma il consigliere e il ministro hanno impegni precedentemente presi, la massaia e il “tantononserve anientechecivadoaffa”, l'associazione collabora nell'organizzazione. Così qualcuno, sicuramente un rompiscatole, dice qualcosa che da fastidio quindi, o si prende una parolaccia, o un pugno, o alcune decine di grammi di piombo nel bel mezzo del cervello.
E lì girano vorticosamente gli zebedei perché?
Perché quando le istituzioni vengono chiamate per ascoltare le istanze mosse dai soliti rompiscatole, hanno nipoti che nascono, piuttosto che presentazioni, piuttosto che comizi, comunque, il risultato sempre il medesimo è, al massimo ti mandano un delegato quando hai avuto il mazzo che qualcuno ha letto l’invito.
Perciò quando qualcuno chiama per dire che le slot machine e i vari grattaevvinci inquinano il cervello, tu sindaco, devi fare decine di articoli dove il titolo cubitale mostra il tuo sdegno in modo palese.
Quando ti si chiama per dire che Interport trasporta in modo sbagliato e deposita abusivamente il pet-coke in zona agricola e senza “valutazione di impatto ambientale”, tu sindaco devi scrivere decine di articoli  con titoli in corpo 60 che Interport non può più continuare a fare quello che sta facendo come lo sta facendo; Quando ti si chiama perché Acqualatina spedisce bollette con modalità per le quali è stata redarguita più volte dalle più alte cariche dello Stato, tu sindaco devi affermare con forza e apertamente che quest’azienda ha un determinato periodo di tempo, e non di eoni stiamo parlando, per modificare il suo operato facendo ben comprendere che l’acqua non è sua e suo nemmeno è l’impianto che serve a distribuirlo.
Quando vieni  chiamato a rispondere perché il depuratore rende il mare come la Senna quando Parigi non aveva le fogne, tu sindaco devi chiamare Acqualatina e gli devi dire: - ma che cavolo state affa?

Alcune specie di pesci adottano un sistema, dettato dalla selezione, per sfuggire ai predatori. Sono molto colorati e numerosi cosicché, il predatore, preso dalla confusione ha difficoltà a prendere di mira la preda; ciò determina una aleatorietà nell’acchiappare il pranzo ma anche una possibilità di sfuggire da parte della pietanza. Questo è il medesimo metodo che si adottava un tempo per vestire i soldati. Colorati in modo sfarzoso e numericamente molto evidenti, mettevano in difficoltà chi li prendeva di mira.
Ora, con un progresso tecnologico elevatissimo nella produzione delle armi e la possibilità di utilizzarle in remoto, non è più necessaria questa strategia, infatti, oggi, sono vestiti e attrezzati nel modo più mimetizzante possibile così che, chi comanda, possa far colpire gli scomodi anche dalle proprie file con la scusante dell’umano errore.
Se un’istituzione lascia soli i cittadini e i giornalisti che denunciano, le storture mettono radici nel grigio della burocrazia. A volte  succede che effettivamente l’illegale venga fermato ma con un risultato: si perdono posti di lavoro e opportunità di guadagno e il responsabile viene individuato nel denunciante singolo e non nei controllori istituzionali.
Non è indispensabile aver stretto un patto di sangue di fronte all’immagine di un  santo per essere considerato camorristi o intranghetisti o mafiosi o sacrocoronisti, il metodo basato sull’arroganza del camminare senza fermarti quando uno ti parla e la prepotenza  del considerarti non importante e non espositore di istanze prioritarie,  sono da considerarsi ugualmente malavitosi.
Se non pago una bolletta mi si chiude un rubinetto e mi si addebita, sia la chiusura che la riapertura, laddove non ce la facevo a pagare 10 mi fai pagare 30: “maquestesonolenorme”; se porto la spazzatura differenziata da un paese dove non è adottato un sistema ad un altro dove invece è di norma differenziare, posso essere multato: “maquestesonolenorme”; se non metto un aspiratore nel bagno del bar posso essere sanzionato: “maquestesonolenorme”; se dico che la camorra gestisce slot machine, compro oro,  negozi di lusso in posti dove non c’è una lira, vengo querelato: “maquestesonolenorme”; se dico che un sindaco è complice del malaffare laddove questo viene perpetrato nel suo comune vengo denunciato: “maquestesonolenorme”; se scrivo articoli scomodi mi prendo pugni, gomme dell’auto bucate e pallottole:“maquestesonolenorme”.
Sindaci, dovete organizzare incontri per denunciare e fermare le storture e invitare il cittadino a partecipare per aumentare la pressione e non fare il contrario; non vi voglio vedere alla manifestazione di solidarietà nei confronti del violentato dicendo che l’organizzazione malavitosa è responsabile della morte del denunciante perché il malaffare è nell’istituto e dire che Mario Piccolino è morto a causa della camorra prima che siano ultimate le indagini, non è onorare la sua memoria ma banalizzarla, mimetizzarla per farla diventare normalità, perché la violenza può arrivare dalle proprie fila la dove vi sono individui che sono stati orientati proprio dalla banalizzazione e dalla generalizzazione in un mimetismo strumentale che serve a salvare proprio chi i danni nulla fa per risolverli.

lunedì 20 aprile 2015

Mediterraneo: brodo di carne umana


« Se l’uomo non cambia, se l’uomo non fa questo salto di qualità, se l’uomo non rinuncia alla violenza, al dominio della materia, al profitto, all’interesse, tutto si ripete, si ripete, si ripete. » ─ ‪Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio

Prima di dire: "prima agli italiani", pensate che "prima agli italiani e agli europei in genere" già si è dato, ed in abbondanza, ed è proprio questo ciò che ha generato l'esodo che stiamo vivendo ora.
Non guardate solo il danno che vi arreca chi si pulisce i piedi sul vostro zerbino; informatevi sul come e perché, chi passa, uno zerbino non ce l'ha più.
Leggete, informatevi, cercate di comprendere su cosa abbiamo fatto e cosa facciamo per avere petrolio, uranio, diamanti, oro, rame, coltan; digitate una qualsiasi delle parole qua sopra e immedesimatevi con coloro che vivono dove queste cose ce le andiamo a prendere provocando morte, distruzione e guerre.
Viviamo con queste materie prime e non possiamo rinunciarvi pena perdite di milioni di posti di lavoro? Va bene, ma quantomeno salviamo chi scappa da luoghi da noi distrutti.
Informiamo quelle persone che in Italia non è tutto oro ciò che luccica e che non c'è posto per tutti?
Ma se gli italiani, che hanno a disposizione telefonini, enciclopedie, internet, televisioni, radio, computer nemmeno sanno cosa è Imuraren, cosa ci facciamo lì, come l'abbiamo distrutta e inquinata per l'eternità, così come facciamo nel Mali, sul delta del Niger, in Costa d'Avorio, come possiamo pretendete che un ragazzo di Imuraren sappia quali sono i problemi che vivrà abbandonando la sua casa per venire in Italia?
Vi siete commossi a vedere "Blood diamond"? no? vabbè, allora che parlamm' a fa'

sabato 28 marzo 2015

piano, piano, ma qualcosa, facciamo

 Quando cominciano le campagne elettorali locali, a Minturno, si presentano centinaia di persone.
Alcune raggiungono la possibilità di amministrare altre no.
Quante di queste persone avete visto muoversi attivamente nel sociale prima della propria candidatura?
Quante ne avete viste attive dopo la loro candidatura nonostante non abbiano "vinto"?
Quante ne vedete attive durante il mandato acquisito?
Quante ne vedete occupare posti anche se nemmeno si sono candidate?
Molte partecipano ad iniziative organizzate dai cittadini ma nessuno organizza eventi dove i cittadini siano gli invitati.
La prossima volta che andate a votare, cercate le persone attive nonostante abbiano "vinto" nulla e considerate il loro impegno.
A Minturno ce ne sono tante ma quasi nessuno dei loro volti si è visto sui manifesti di propaganda.
Ricordate! Centinaia di volti di candidati che nulla hanno fatto e nulla fanno, perché, dopo eletti, dovrebbero fare qualcosa se riescono a guadagnare un posto senza fare un cazzo?
Non è che vogliono solamente una poltrona?
No! Così per dire

domenica 11 gennaio 2015

Barriere sommerse a Minturno

di Erminio Di Nora - 12 gennaio 2014

BARRIERE SOMMERSE A MINTURNO

IL RIPOPOLAMENTO ITTICO PASSA ATTRAVERSO LA SALVAGUARDIA E LA TUTELA DEL MARE

E’ risaputo che senza i pescatori professionali nessuna opera sarebbe realizzabile integralmente. Eppure dopo un secolo di attività, dopo aver scritto la storia della pesca lungo la costa laziale, soprattutto quella legata alla cattura dei molluschi quali cannolicchi, vongole e telline, i pescatori sono diventati ospiti di questo angolo stupendo, non avendo un proprio posto barca.
Fino al 100% a fondo perduto possono ottenere le Pubbliche Amministrazioni con tali iniziative, ed è per questo che ho segnalato alla radio, alle TV e ai giornali i bandi che erano in scadenza.
Sono orgoglioso che il Comune di Minturno, dopo avermi consultato, anche insieme alla categoria,come ha fatto lo stesso ingegnere, abbia presentato questi progetti legati alla tutela della loro salute e del loro lavoro, ma soprattutto al ripopolamento ittico.
Ma per fare questo bisogna prima di ogni cosa combattere l’inquinamento.
Sarebbe anche bello però che tutto, a partire dal posizionamento degli stessi corpi morti destinati al ripopolamento ittico, siano seguiti comunemente dalla categoria. Come tutti sanno in questo periodo i pescatori della piccola pesca trovano spesso le reti tagliate perché i soliti noti, dediti alla pesca di alcune specie ittiche, nel momento in cui restano impigliati nelle maglie, tagliano tutto per liberare il loro strumento di pesca “sportiva”.
Sarebbe quindi bello e importante vedere il progetto dell’opera e condividerla con la categoria, oltre a conoscere il posizionamento e in quale modo i soliti furbi non utilizzeranno questa “nursery” per trarre benefici personali.
E’ vero, come mi ha detto un pescatore “sportivo” qualche giorno fa, Il Mare è di tutti, ed è proprio per questo che gli ho risposto “cosa fai tu per preservarlo, a parte portare a casa o al ristorante di turno quello che peschi per diletto”?


Dott. Erminio Di Nora – Fondazione Angelo Vassallo, Il Sindaco Pescatore – Latina



sabato 10 gennaio 2015

Siamo tutti anche Charlie



Io sono e non sono Charlie. 
Io sono anche Charlie.
Il giusto pensiero è il continuo cercare il giusto pensiero, perché, ne sono convinto, la meta non è un punto ma il cammino stesso. Ma anche no.
Qualcuno pensa che si può cercare il giusto pensiero di qualcun altro dissacrandolo.
Ma se si pensa che il proprio pensiero è quello giusto perché si dovrebbe pensare che bisogna dare la morte a chi lo dissacra?
Non dovrebbe essere sufficiente la forza di un  pensiero l’arma migliore a persuadere che la dissacrazione e, quindi, la satira, non sono abbastanza forti da smontarla.
Evidentemente no, perché dissacrazione e satira possono avere la forza di risvegliare quei dubbi che non si vuole veder emergere nemmeno per una frazione di istante in quanto, spesso, il timore che si ha per ciò che da origine ad alcuni pensieri è troppo grande, assoluto.
E se questo timore così assoluto è rivolto verso un dio, o questo dio è cattivo o è cattiva la mia capacità di persuadere l’altro della grandezza del mio pensiero.
Non sarebbe meglio, a questo punto, comprendere che forse sono io che necessito di più tempo per esprimere meglio il mio pensiero?
La fragilità dell’uomo è però molto più grande di qualsiasi grande pensiero e la consapevolezza di essere un piccolo punto nell’intero cosmo ma di essere forse l’unica materia che pensa a se stessa, non dovrebbero già ciò essere un grande pensiero? Non potrebbe essere questo pensiero, dio?
Bene, fin qui me ne sono andato in giro tra le mie sinapsi e non so quanto mi sono capito però penso di sapere che il mio pensiero nasce come conseguenza della lettura dei pensieri di alcune persone che secondo me hanno, o hanno avuto, buoni pensieri.
Le parole di Gesù, Maometto, Martin Luther King, Gandhi, Tich Nath Han, Sheik Bamba, Mandela, Silo più tutte le parole che ho letto di persone che hanno analizzato i pensieri di questi grandi, stanno formando i miei pensieri e questo, penso, è buon pensiero.
E, perché no,  Male”, un giornale satirico fondato nel 1977 da Pino Zac, di cui vidi la prima copia al liceo artistico di Novara e del quale comprai ogni copia una volta che andai a vivere a Cellole all’età di 16 anni, con le sue vignette dove veniva descritto Gesù, in fogge non certamente catechistiche, può aver avuto un ruolo nell’aprire il mio cervello a tutte le nozioni, anche a quelle che stravolgevano il mio timore in quel dio che suore e preti avevano cercato di inculcarmi? 
Chi avrebbe mai pensato che avrei abitato nel medesimo paese di uno degli autori del  “Male” e che sarei diventato amico di Vincenzo Sparagna che allora si chiamava Tersite? 

Ora, nella mia vita, è entrato Felix.
Mi ha aiutato a comprendere che i pensieri si rafforzano quando si integrano con altri e non quando si adeguano ad altri, in quanto l’assimilazione porta a perdere parte di quella forza che avevano in origine e, non è detto che ciò sia un bene.
Felix Adado organizza incontri con ragazzi nelle loro scuole, parlando di se e leggendo le sue poesie, trasferisce ad altri il suo nascere nel Togo e il suo viaggiare fino in Italia per far comprendere che l’integrazione è un buon pensiero.
Mi ha portato a capire che quando un ragazzo nero giunge in una comunità di bianchi a oltre 6000 chilometri di distanza non deve integrarsi in quella comunità, ma è l’intera comunità che deve integrarsi nella nuova formula in cui si è trasformata e questo deve succedere ogni volta che a questa comunità si aggiunge una nuova persona: che questa sia figlio di una persona che già fa parte di quella comunità, che venga dal comune vicino o che giunga dal Togo, non è importante.
Vincenzo e Felix  trasmettono il loro pensiero con la parola e la matita e Felix  ha ospitato alcune mie poesie nel suo ultimo libro una di queste è “Matite a vela” e con parole e matite libere, tutti siamo anche Charlie. 








MATITE A VELA

Con una matita a vela
solco i miei pensieri.
Ci salgo e la governo
seguendo rotte
tracciate nel tempo.
un filo tortuoso
pare il mio viaggio,
tra lettere e idee.
Intravvedo ora
una darsena a colori
colma di pastelli,
a volte accoppiati,
catamarani volanti
che colorano il mondo.
Colorano il vero
che vero non è.
Un nero ora cambia
e rosa diventa,
poi uno scuro grigio
di celeste si tinge.
Matite a vela
ogni tanto spuntate;
pastelli alati
da temperare ogni dì.
Ma sempre belle
bacchette di legno
con le quali il mondo
mi assomiglia di più.