lunedì 7 settembre 2026

Lettera al razzismo

Di seguito una lettera indirizzata a Salvini di un’immigrata nigeriana nella quale racconta cosa spinge le persone a migrare. Non so chi l'ha scritta o se veramente è stata scritta da una persona proveniente dalla Nigeria però è dannatamente verosimile e ci risparmia dall'accusa di inquinamento. Un inquinamento che dura da anni provocato dalle perdite dagli oleodotti generate da incidenti o perforazione dei tubi per il furto del petrolio, perdite che nel sano occidente sarebbero state controllate e riparate immediatamente, sia per il costo del prodotto perso che per non incappare nelle sanzioni per inquinamento, viceversa, in Nigeria, un prodotto quasi gratuito e un inquinamento ne controllato ne, tantomeno, sanzionato, hanno generato vere e proprie, estesissime, paludi di greggio con facilmente intuibili conseguenze sull'ambiente e sulle persone che lì vivono.
Unico collegamento a questa lettera è l'attività svolta da Diawara Soumalia, attivista maliano che raccoglie fondi per la costruzione di strutture sanitarie, non ho trovato riscontri per accertarmi che si tratti di cose reali, ciascuno faccia la propria ricerca e si comporti di coscienza.


“La sua faccia feroce la rivolga ai potenti che hanno occupato casa mia”.
Ho visto la sua faccia ieri sera, senatore, al telegiornale. Una faccia contratta, irrigidita dalla rabbia, dura come una pietra, dipinta dei colori della paura che non conosce vergogna. E la sua voce… la sua voce colava fiele. Ha detto che per noi, che siamo arrivati qui, in questa terra, è finita la pacchia. Che viviamo nel lusso, rubando il pane ai suoi cittadini. In quel momento, ho sentito di nuovo i morsi antichi, atroci, della paura.
Chi sono? Non importa il mio nome. Tanto, per lei, i nostri nomi non valgono nulla. Sono solo un numero, un’ombra, un’invasione. Sono una di quelle che lei chiama con disprezzo “clandestina”. Vengo dalla Nigeria, da un angolo dimenticato dal mondo, dove nessuno fa la pacchia. Nemmeno per sbaglio. Non sono scappata dal terrorismo di Boko Haram. La mia condanna non porta mitra, ma fame, povertà, silenzio, corruzione. Sono una profuga economica, come dite voi. Una che, secondo le sue leggi e le sue paure, non avrebbe alcun diritto di esistere qui.
Conosce il Delta del Niger? Non credo. Eppure ogni volta che sale in macchina, ogni volta che accende la luce, una parte di quella comodità viene da casa mia, da quella terra che voi avete saccheggiato con eleganza coloniale e mano invisibile. Io vivevo alla periferia di Port Harcourt, capitale di uno degli stati più ricchi di petrolio al mondo. Ma vivevo in una baracca, con mia madre e i miei fratelli. La sera, per avere un po’ di luce, accendevamo una candela. Una candela, senatore. Nel cuore dell’oro nero.
Vivere da noi è dura. Durissima. Un inferno, se sei donna. E io ero una ragazza. Una delle tante. Tutto costa. Anche l’illusione di sopravvivere. Le scuole pubbliche? Finte. Gli ospedali? Rovine. Se vuoi curarti, paghi. Se vuoi studiare, paghi. E se non hai soldi, semplicemente… muori lentamente.
La vedo già storcere il naso. Sta per dire che non sono affari suoi, vero? Ma lo sono. Eccome. Il mio paese dovrebbe essere ricchissimo. Ma il nostro petrolio non ci ha mai dato nulla. Ha arricchito solo pochi politici corrotti, i vostri alleati, e le multinazionali occidentali, anche italiane, anche sue. Il nostro futuro è stato barattato per qualche barile in più, in cambio di contratti osceni firmati da burattini al potere che rispondono solo alle compagnie petrolifere. E i soldi, quelli finivano nelle vostre banche, non nei nostri ospedali.
Si ricorda di Ken Saro-Wiwa? Poeta, attivista, ucciso perché chiedeva giustizia. È stato impiccato per aver alzato la voce. Il suo sangue, come quello di tanti altri, grida ancora sotto i vostri piedi, mentre camminate tranquilli nei vostri palazzi pieni di luce. Eni, Agip, le conosce bene, vero? Le stesse aziende accusate di aver versato montagne di soldi nei conti dei nostri carnefici. Soldi che avrebbero potuto cambiare la vita a milioni di persone. A me. A mia madre. A mio fratello. Forse, con quei soldi, avrei avuto una lampadina al posto di una candela. Forse sarei rimasta a casa mia.
Avrei fatto volentieri a meno della pacchia di attraversare un deserto, di essere derubata, picchiata, violentata, di essere venduta come carne da uomini che avevano in bocca la legge e nelle mani il fuoco. Avrei fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi, del pane secco, dell’acqua putrida. Avrei fatto a meno delle urla di chi veniva torturato accanto a me. Avrei fatto a meno di tutto. Anche della vostra ospitalità.
Nel suo paese, senatore, troppe ragazze come me finiscono sui marciapiedi, strappate alla vita e offerte alla vostra fame di carne. La schiavitù non è finita. Ha solo cambiato volto. Io sono riuscita a fuggire, ma sono stata schiava nei vostri campi. Ho raccolto pomodori, arance, mele. In cambio di nulla. Di insulti. Di paura. Di umiliazioni. La pacchia l’avete fatta voi, sulle nostre schiene spezzate, sulle nostre vite svuotate, sui nostri sogni poveri, di una vita appena dignitosa.
Mi accorgo solo ora che non ho mai scritto il suo nome. Mi perdoni. È che mi fa paura. Paura vera. Lei ha la capacità di essere feroce solo con i deboli. Ma con i potenti, sorride sempre. Vuole che torniamo a casa nostra? Parli con chi ci ha rubato casa. Parli con i governi corrotti che sostenete, con le multinazionali che proteggete, con le banche che ingrassate. Se ha un briciolo di onestà, la sua faccia feroce la riservi a loro.
Noi, da soli, non possiamo più lottare contro tutto questo. E quando ci voltate le spalle, quando ci insultate, quando ci disumanizzate, non fate che schierarvi ancora una volta dalla parte del potere che ci ha condannati."

 

lunedì 31 agosto 2026

Due dita nel naso

 

Mi sento come se qualcuno tenesse due dita  infilate nelle mie narici e camminando non posso far altro che andargli dietro.

petrolio gennaio 2026: 90/94 dollari barile
benzina prezzo medio: 1,480/1,490 al litro
gasolio prezzo medio: 1,660 al litro

petrolio agosto 2026: 86/91 dollari barile
benzina prezzo medio 2,10
gasolio prezzo medio 2,130


lo Stato oggi sta incassando un surplus di IVA su 50 centesimi, di 11 centesimi sulla benzina più il surplus per quanto riguarda le accise che ammonta a circa 15 centesimi. Solo sugli aumenti, in pratica, lo Stato sta incassando un surplus di circa 25 centesimi. Ci fa la grazia di calmierare il prezzo di meno di 20 centesimi solamente da agosto ma sta incassando surplus crescenti da gennaio.
Quando dal governo arrivano voci sul tassare gli extra profitti incassati dalle compagnie petrolifere, non vi sentite presi per i fondelli?

I dati riguardanti i prezzi sono raccolti in rete mentre l'analisi è fatta a spanne da uno scemo (che sarei io), per quanto non precisi analizzano solo i denari coinvolti per bidone di petrolio e per litro di carburante, non riesco nemmeno ad immaginare le millemila lire del calcolo totale ma le immagino "mitante", come dicono a Cellole.
Ci vorrebbe qualche giorno di sciopero della pompa ma non credo possa mai avvenire anche perché quelle dita nel naso le abbiamo tutti e ci portano ai distributori di carburante, sempre di più, per giunta perché nel serbatoio ne entra sempre meno.

sabato 29 agosto 2026

VIAGGIO




E' da un po' che prendo la rincorsa per entrare dentro di me.
Vedo il mio petto, come un cerchio di bambini vedrebbe il coperchio, ancora sporco, di una scatola appena disotterata.
Chi la apre?
Chissà che c'è dentro? Non tocchiamola, potrebbe essere pericoloso!
Rimettiamola dov'era! Guarda! E' già un po' aperta.
Croste di ruggine rendono difficoltoso osservarne l'interno, come certe inibizioni non permettono il dischiudersi del cuore.
Corro verso me stesso ma la cortina del mio costato, come la ruggine, non permette l'osservazione del mio dentro. Devo cercare un altro ingresso.
Dalla testa escono vapori colorati. Da dove passano? da lì posso entrare. Sicuramente, ma che vedo? Desideri, voglia di fare cose che vanno oltre l'istinto di sopravvivere.
Questo è il mio dentro? La voglia di sopravvivere non mi basta.
Ripercorro il sentiero degli impegni presi.
Domani troverò il tempo di ripercorrerlo e di riaffacciarmi dal crinale che mi permette di vedere oltre alla collina.
E' da lassù che prendo sempre la rincorsa.
Strada facendo, però' lo sbattere dei talloni a terra, mi riporta al concreto. Al materiale. Al quotidiano.
Ho sonno.

20 luglio 2010

sabato 22 agosto 2026

Politica e sport

 Sabato 22 agosto 2026


"La politica dovrebbe essere messa fuori dalle manifestazioni sportive."

Questo viene spesso ripetuto, in genere, e sto generalizzando, soprattutto da chi è di destra.
Anche noi di sinistra ci lamentiamo di manifestazioni razziste o classiste espresse da chi è di destra, è vero, ma non ci lamentiamo del fatto che fanno politica ma di che cazzo di politica fanno.
Lo sport è di per se politica.
Ad esempio, operare per far si che anche persone con difficoltà possano esprimersi nelle più disparate discipline sportive favorendo, con adeguate regole e attrezzature, un aproccio privo di rischi, ponendo i vari atleti su equilibri congrui alle più varie diversità, è politica, è l'espressione della più alta politica.
Da quello che che ho capito, i tifosi dell'Hapoel sono orientati contro le iniziative del governo Netanyhau, manifestamente, quindi, avendo idee simili alle mie, dovrei trovarmi daccordo con loro, politicamente dico, del calcio non me ne posso fregare di meno, tra qualche anno, forse, diventando ancora più vecchio, magari dovrò integrare la dieta per evitare fratture date dal fatto che le ossa diventano più fragili, per ora, ciò che mi accomuna a loro è l'avversione alle politiche del Knesset.
Avvengono poi dei cortocircuito politici come quelli esplosi ieri.
Arrivano a Bergamo i tifosi della squadra israeliana Hapoel per la partita che vedrà protagonista la propria squadra nella cakcistica sfida con la squadra locale, l'Atalanta.
Le forze dell'ordine mettono in atto tutte le strategie del caso per evitare i problemi che solitamente nascono tra le tifoserie avverse, notoriamente avulse dal buon senso in quanto più guidate da ancestrali "noi siamo meglio, a prescindere" (anche se la parola prescindere, probabilmente, non fa parte del bagaglio lessicale della gran parte di loro) quindi: traffico bloccato o limitato a seconda della zona, con sorvolo di elicotteri; cestini per i rifiuti rimossi; tombini saldati; controlli e perquisizioni ai quali devono sottostare i bergamaschi.
Eh! Si. Solo per i bergamaschi si sono attivate queste procedure soprattutto per quelle poche decine di loro che si sono arrogate il diritto di manifestare a favore del popolo palestinese con tanto di bandiere nero-rosso-bianco-verde. 
clicca sulla foto per accedere alla fonte


Le forze dell'ordine hanno adottato queste diverse modalità di comportamento per evitare di essere considerate antisemite?
Qualunque sia stata la motivazione, al netto di qualsiasi discriminante politica, razziale, classista, spero che il responsabile ai controlli per l'accesso allo stadio venga rimosso immediatamente.
Tanti sono gli articoli che si possono trovare su questo caso, ho voluto riportare anche una mia idea su ciò per quando, un domani, mi capiterà di leggere queste righe perché io sto con i palestinesi fino a quabdo non potranno commettere gli errori di tutti noi partendo dalla medesima nostra condizione di libertà, non perfetta è vero, ma decisamente incomparabile alle condizioni che quel popolo sta vivendo ora e da millemila giorni.
Gli israeliani, invece, sfilano urlanti con tanto di torce e fumogeni.
Un italiano, tifoso di qualsiasi squadra, se si comporta nel medesimo modo, viene colpito con ottima ragione da DASPO (divieto di accesso a manifestazioni sportive) e da foglio di via dopo essere stato portato in questura.


      clicca sulla foto per accedere alla fonte
Per accedere allo stadio bisogna passare attraverso controlli durante i quali viene richiesto addirittura di togliere il tappi alle bottiglie di plastica visto che, diventando più rigide, possono essere pericolose, mentre gli israeliani sono entrati nello stadio con torce fumogene. Questo fa notare con grande evidenza che quei controlli li hanno saltati
        
    foto tratta da instagram
giuseppe_salamone90


Le forze dell'ordine hanno adottato queste diverse modalità di comportamento per evitare di essere considerate antisemite?
Qualunque sia stata la motivazione, al netto di qualsiasi discriminante politica, razziale, classista, spero che il responsabile ai controlli per l'accesso allo stadio venga rimosso immediatamente.
Tanti sono gli articoli che si possono trovare su questo caso, ho voluto riportare anche una mia idea su ciò per quando, un domani, mi capiterà di leggere queste righe perché io sto con i palestinesi fino a quabdo non ootranno commettere glu errori di tutti noi partendo dalla medesima nostra condizione di libertà, non perfetta è vero, ma decisamente incomparabile alle condizioni che quel popolo sta vivendo.








mercoledì 12 agosto 2026

Pasqualino

 

Siamo in Olanda, entriamo in un ristorante italiano, sono con Pasqualino e un suo amico. Ci sediamo e mi accorgo di non avere il marsupio quindi sono senza portafogli, documenti, cellulare. Esco velocemte e Pasqualino mi segue. Gli dico che tornerò presto, inforco la bici, la distinguo in mezzo a tutte le altre: è la più vecchia con molte parti arrugginite e il catenaccio nuovo con un cursore rosso che protegge la serratura mi aiuta nel riconoscimento. Parto mentre Pasqualino mi chiama ma faccio finta di non sentirlo. Sicuramente mi sta chiamando per dirmi di non preoccuparmi. Ricordo vagamente la strada per raggiungere la casa dove alloggiamo ma il tratto fatto in taxi è brevissimo inoltre, ricordando da dove siamo arrivati non dovrebbe essere difficiile ricostruire il percorso.
Macché! Subito mi perdo e non riconosco nessun particolare che mi conduca a destinazione. Mi fermo, appoggio la bici al muro e... cazzo, sono in Olanda, siamo arrivati al ristorante in taxi, la mia bici sta a Minturno, di chi cazzo è questa? Ecco perché Pasqualino urlava chiamandomi, stava dicendo: Scemo, siamo venuti in taxi, ti stai rubando una bici.
Non ho il telefono quindi lo chiedo in prestito ad una ragazza in evidente attesa di un pulman in quanto siamo ad una fermata. Ha due gambe costruite su un perlamadonna e un telefonino di modello molto vecchio, ha la tastiera sotto un piccolo display. Non ho il numero di Pasqualino quindi chiamo Silvy per farmelo dare. Mi risponde con una voce infastidita e ha ragione, sto qui da qualche giorno e non l'ho ancora chiamata. Mi da il numero e chiamo Pasqualino dicendogli di mandarmi la posizione e attacco. Neanche il tempo di pensare che il telefonino che mi ha prestato la ragazza non può ricevere alcuna posizione che mi richiama Pasqualino al quale chiedo di dettarmi l'indirizzo. Prendo la bici e raggiungo il b&b, tanto ormai il proprietario non l'ha trovata essendomela fregata. Entro nel b&b e una stanchezza infinita mi assale, mi metto sul letto ma non riesco a dormire anche se si è fatto tardi. Non ci sono tapparelle o persiane che facciano da cortina alla luce del giorno che in un'estate olandese quasi non lascia spazio alla notte. Prendo un copriletto e mi avvolgo la testa, non prendo bene sonno, devo andare in bagno, il crepuscolo è arrivato e nell'atrio vicino al bagno e proprio buio, apro uno spiraglio nel copriletto, cerco l'interruttore, lo premo, diventa ancora più buio, la luce era già accesa, premendo l'interruttore l'ho spenta, mi siedo, sento la presenza di altre persone infatti mi tolgo il copriletto dalla testa e vedo altri ospiti in attesa di utilizzare il bagno. Sono tutti sorridenti, chiedo il perché a chi è seduto vicino a me: abbiamo tutti visto cosa hai fatto con quel coso in testa quando hai raggiunto l'interruttore e ci è venuto da ridere; mi dice.
Mi sveglio, sono le 5, devo andare a fare la pipì.
Pasqualino è morto alcuni anni fa, non so perché mi è venuto in sogno.

fonte dell'immagine



giovedì 6 agosto 2026

la R di Guccini

R come Guccini. 

Mi basta sentire la prima nota di un'opera di Mozart, Beethoven, Rachmaninov o Tchaikovski e già so cosa ascolterò.

Quando arriva un brano di Guccini non è necessario sentire la prima nota, nemmeno la prima sillaba, a volte ho l'impressione che già sapevo che sarebbe arrivata proprio quella canzone, proprio quella che sto ascoltando. Era lì da quando mi sono svegliato la mattina, la ascolto in un dato momento perché la radio la sta trasmettendo ma come non mi accorgo del primo respiro quando mi sveglio, così non mi accorgo dell'inizio di una qualsiasi sua canzone, era lì. Era lì nell'aria che respiro, nell'acqua che scorre dal rubinetto, sullo spazzolino, sul manico della tazzina del caffè alla stazione.

Don Chisciotte

Compositori: Giuseppe Dati / Francesco Guccini / Goffredo Orlandi

Ascolta e leggi

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,

di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto
d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l'ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l'accetto, forza sellami il cavallo!
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte,
com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...
Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore...
E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini...
È un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:
io che sono più realista mi accontento di un castello.
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,
quant'è vero che anch'io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza...
Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri.
L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fa d'ombra e s'ingarbuglia la matassa...
A proposito di questo farsi d'ombra delle cose,
l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori!
Era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore?
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com'è vero... che ora ho fame!
Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...
Mio Signore, io purtroppo sono un povero ignorante
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia?
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,
dove regna il capitale, oggi più spietatamente,
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero
al Potere dare scacco e salvare il mondo intero?
Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perché il Male ed il Potere hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà?
Il Potere è l'immondizia della storia degli umani
e anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte