domenica 14 luglio 2013

RAPIMENTO

E' inutile che continuiamo a utilizzare il concetto "Italiani brava gente", siamo RAPITORI
ABBIAMO RAPITO ALMA
Quello perpetrato contro questa donna e contro la sua bambina si chiama 
Rapimento

lunedì 1 luglio 2013

Sono il legno del mio fuoco


Arrivò un saggio,
mi presentò la sua barba.
Prima era senza
e raccontava il mondo,
poi, con lei, lo sentì.
Mi disse:
Puoi sentirlo anche tu.
In quel momento
solo lo toccavo.
Sto qua e l’ascolto
anche se discontinua
è la mia attenzione
perché il mondo mi tocca,
fa bene e fa male.
Sono il legno del mio fuoco
acceso quando era tempo,
si spegnerà quando sarà giusto.
Un’esca sono,
nonostante tutto propagherò.
Sono il legno del mio fuoco
ancora non so
chi custodisce la fiamma.
Sono il legno del mio fuoco
ancora non so
chi custodisce il mio sogno.

incontro con l'autore - Felix Adado


martedì 18 giugno 2013

Un’intera vita



Davanti a me un ragno
tesse la tela.
La sua vita dura poco.
Per chi dura poco?
Per una stella?
Per un pianeta?
Solamente l’uomo
conta  il tempo.
Davanti a me un ragno
tesse la sua tela,

per tutta la vita.

a Nino Gurrisi

martedì 11 giugno 2013

Per l'acqua pubblica




COMUNICATO STAMPA
I referendum per l'acqua pubblica compiono 2 anni,

i comitati tornano in piazza

13 Giugno 2013 ore 10.00 Piazza del Popolo Latina
Il 12 e il 13 di Giugno di due anni fa, il percorso verso la ripubblicizzazione del Servizio
Idrico del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, raggiunse lo straordinario risultato
della vittoria referendaria con oltre 26 milioni di Italiani che scelsero per l'acqua pubblica e
la difesa dei servizi pubblici locali. Da allora, nonostante i tribunali e la Corte Costituzionale
continuino a dare ragione ai comitati, nonostante la campagna di Obbedienza Civile abbia
portato migliaia di cittadini ad autoridursi la bolletta rispettando il voto di due anni fa, la
politica nazionale è stata sorda alle richieste dei cittadini. Si sono succeduti tre governi e
nessuno di questi ha messo all'ordine del giorno un programma di ripubblicizzazione del
servizio idrico, come gli italiani hanno chiesto con forza il 12 e il 13 Giugno del 2011.
Anche a Latina, 54.763 cittadini pari al 96,74% degli aventi diritto al voto, scelsero per
l'Acqua Bene Comune, cioè, per la gestione pubblica del servizio idrico integrato e la
cancellazione della quota del 7% dalla bolletta dell'acqua.
Nell'ATO Territoriale 4 – Lazio Meridionale – il S.I.I. - Servizio Idrico Integrato è gestito da
Acqualatina S.p.a. che ha continuato ad inserire indebitamente in bolletta la
remunerazione del capitale investito, esercitando così appropriazione indebita di somme di
denaro non più dovute a seguito del voto referendario. A questa illegalità, migliaia di
utenti si sono ribellati, inviando ad Acqualatina S.p.a. richiesta di rimborso e procedendo
all'autoriduzione della bolletta della quota non dovuta del 7%.
Il coordinamento locale del Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua, il Forum
Pontino dei diritti e beni comuni, Associazioni, Partiti e Sindacati (che hanno
sottoscritto la proposta di delibera di iniziativa popolare e la richiesta delle necessarie
modifiche dello Statuto comunale per avviare, anche a Latina, il processo di
ripubblicizzazione del S.I.I, depositate agli atti del consiglio comunale di Latina in data 01-
08-2012) sollecitano il sindaco a discuterle in consiglio comunale.
La mobilitazione del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua non si è mai fermata e, a
due anni dalla vittoria referendaria, rilancia in Italia la CAMPAGNA DI OBBEDIENZA
CIVILE per chiedere la ripubblicizzazione del Servizio Idrico e la piena attuazione dei
referendum, per l'ACQUA BENE COMUNE.
Latina 11/06/2013
Il coordinamento Forum Pontino dei Diritti e Beni Comuni
- Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua
www.forumbenicomuni.it www.acquabenecomune.org

mercoledì 15 maggio 2013

Una moneta ed un tombino



Un cow-boy sotto ad un patio fuori dal saloon, sta con un piede a terra, l’altro, con lo sperone ben in vista è appoggiato, come la schiena, alla parete. La falda anteriore del largo cappello è calata sul naso e da sotto sporge una sigaretta appesa precariamente al labbro inferiore.
Il pollice sinistro mantiene una pesantissima mano stando infilato nel cinturone della sua scintillante colt, mentre con la mano destra, facendo schioccare le dita, fa roteare per aria una leggiadra moneta.
Una scena vista migliaia di volte nei fumetti e nei film che riporta al dolce far nulla, al riposo.
Ora sostituiamo quella moneta con un tombino di ghisa dal diametro di sessanta centimetri e dallo spessore di otto.
Se fossi io quel cow-boy sarei sotto a quel patio alle prese con il tombino.
Sarebbe comica questa scena se non volesse rappresentare il mio stato d’animo dopo aver appreso del sequestro e conseguente chiusura di un tratto della millenaria via Appia.
Misi, tempo fa, in parole alcuni miei pensieri clicca qui 
che riguardavano l’abbattimento di meravigliosi pini  che costeggiavano l’antica strada, effettuato per lasciare spazio al cantiere che doveva migliorarne la percorrenza attenuando l’angolazione di una doppia curva che costringeva gli automobilisti a rallentare, facendogli così perdere secondi preziosi. 
Siccome l’abbattimento continuava, scrissi una lettera aperta all’ANAS chiedendo che si ponesse termine a quello scempio. clicca qui Tra i commenti ho trascritto la risposta giunta dall’ente che si occupa, appunto, di strade, nella quale sono inseriti rammarico e spiegazioni.
Il rammarico era dovuto ad un suo partecipato dolore per l’inevitabile serie di abbattimenti; le spiegazioni rimandano ad un già troppo ritardato inseguire i più moderni standard di percorrenza stradale dettati da uno sfrenato amore per gli automobilisti che nel viaggiare, loro malgrado, conducono vetture che dalla loro uscita dalle catene di montaggio si sentono attratte proprio da quei pini, mettendo a repentaglio la vita dei propri guidatori e dei loro passeggeri.
Dopo la seconda lettera, sicuramente per una coincidenza, l’abbattimento ha termine e gli alberi superstiti vengono messi nella condizione di non essere più facilmente raggiungibili dalle incaute automobili adottando l’ausilio di enormi guard-rail

Mi domando: se gli alberi erano troppo vicini alla carreggiata, tanto da essere facilmente presi di mira da suicide automobili, un guard-rail ancora più accostato al ciglio della strada, soprattutto nella sua estremità iniziale, non è un cicinin più pericoloso?
Boh!
Ecco dove la gaia moneta roteante all’ombra del patio, diventa un tombino di cinquanta chili e più.
Nell’effettuare i lavori per la preparazione della superficie dove sarebbe poi stato steso l’asfalto, invece di usare solamente i soliti sassi, ghiaia e sabbia, sembra che siano stati utilizzate materie che per legge erano destinate ad un più costoso, ma di certo più sicuro, smaltimento.
Quel tratto di strada, dopo alcune denunce, è stato chiuso dalla Procura della Repubblica di competenza; si deve appurare la natura  di questi materiali per verificare se queste denunce hanno un fondamento, quindi, per adesso, gli automobilisti sono costretti a percorrere le due vecchie, rallentanti curve.

Dopotutto, l’ente gestore, deve guardare alla sicurezza degli autoviaggianti che, in quanto tali, ricevono sicuramente più nocumento dagli invadenti pini che da eventuali sostanze nocive celate sotto l’asfalto, sostanze delle quali non hanno la benché minima percezione isolati come sono nelle loro ruotomunite scatolette.
Peccato che molti di quegli automobilisti bevano l’acqua proveniente da falde che sono potenzialmente contaminate dall’eliminazione di scomode curve; si può mai rinunciare a tutti quei secondi risparmiati correndo più in sicurezza sulla fascia catramosa?


Che importa se quei secondi verranno spesi poi per ingurgitare medicinali.

Appia direzione Roma
Appia direzione Capua
Max 15 maggio 2013

mercoledì 24 ottobre 2012

Uno scatto all'orizzonte



Un triangolo nero spezza
la linea dell’orizzonte, lontana,
a braccio teso
la tengo ferma.
Uno scatto voglio fare
per fermare quel momento.
Scatto di mano che immobile deve restare,
un solo istante
perché non si muova l’immagine,
ferma dovrà rimanere
per sempre,
dovrà recare ricordi
di passi mossi sull’antico porto.
Il vento parla
attraverso un foro,
spinto dalle onde
a metri dal mare.
Lo conosco molto bene
ma ogni volta m’avvicino
e tendo l’orecchio.
Racconta viaggi
e storie di fondali
che ascolto con il naso
dal profumo che emana.

24 ottobre 2012