mercoledì 12 agosto 2026

Pasqualino

 

Siamo in Olanda, entriamo in un ristorante italiano, sono con Pasqualino e un suo amico. Ci sediamo e mi accorgo di non avere il marsupio quindi sono senza portafogli, documenti, cellulare. Esco velocemte e Pasqualino mi segue. Gli dico che tornerò presto, inforco la bici, la distinguo in mezzo a tutte le altre: è la più vecchia con molte parti arrugginite e il catenaccio nuovo con un cursore rosso che protegge la serratura mi aiuta nel riconoscimento. Parto mentre Pasqualino mi chiama ma faccio finta di non sentirlo. Sicuramente mi sta chiamando per dirmi di non preoccuparmi. Ricordo vagamente la strada per raggiungere la casa dove alloggiamo ma il tratto fatto in taxi è brevissimo inoltre, ricordando da dove siamo arrivati non dovrebbe essere difficiile ricostruire il percorso.
Macché! Subito mi perdo e non riconosco nessun particolare che mi conduca a destinazione. Mi fermo, appoggio la bici al muro e... cazzo, sono in Olanda, siamo arrivati al ristorante in taxi, la mia bici sta a Minturno, di chi cazzo è questa? Ecco perché Pasqualino urlava chiamandomi, stava dicendo: Scemo, siamo venuti in taxi, ti stai rubando una bici.
Non ho il telefono quindi lo chiedo in prestito ad una ragazza in evidente attesa di un pulman in quanto siamo ad una fermata. Ha due gambe costruite su un perlamadonna e un telefonino di modello molto vecchio, ha la tastiera sotto un piccolo display. Non ho il numero di Pasqualino quindi chiamo Silvy per farmelo dare. Mi risponde con una voce infastidita e ha ragione, sto qui da qualche giorno e non l'ho ancora chiamata. Mi da il numero e chiamo Pasqualino dicendogli di mandarmi la posizione e attacco. Neanche il tempo di pensare che il telefonino che mi ha prestato la ragazza non può ricevere alcuna posizione che mi richiama Pasqualino al quale chiedo di dettarmi l'indirizzo. Prendo la bici e raggiungo il b&b, tanto ormai il proprietario non l'ha trovata essendomela fregata. Entro nel b&b e una stanchezza infinita mi assale, mi metto sul letto ma non riesco a dormire anche se si è fatto tardi. Non ci sono tapparelle o persiane che facciano da cortina alla luce del giorno che in un'estate olandese quasi non lascia spazio alla notte. Prendo un copriletto e mi avvolgo la testa, non prendo bene sonno, devo andare in bagno, il crepuscolo è arrivato e nell'atrio vicino al bagno e proprio buio, apro uno spiraglio nel copriletto, cerco l'interruttore, lo premo, diventa ancora più buio, la luce era già accesa, premendo l'interruttore l'ho spenta, mi siedo, sento la presenza di altre persone infatti mi tolgo il copriletto dalla testa e vedo altri ospiti in attesa di utilizzare il bagno. Sono tutti sorridenti, chiedo il perché a chi è seduto vicino a me: abbiamo tutti visto cosa hai fatto con quel coso in testa quando hai raggiunto l'interruttore e ci è venuto da ridere; mi dice.
Mi sveglio, sono le 5, devo andare a fare la pipì.
Pasqualino è morto alcuni anni fa, non so perché mi è venuto in sogno.

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